Non si tratta dei resti di una semplice chiesa, come il nome potrebbe far pensare. Sant’Angelo Extra Muros fu concepito e utilizzato dai monaci benedettini del Convento di San Benedetto in Perillis come una sofisticata cantina per la vinificazione a caduta, un capolavoro di ingegneria medievale applicata all’enologia. Il sistema a tre livelli sfruttava magistralmente la gravità: le uve venivano scaricate dal sentiero montano nel piano superiore per la pigiatura, i mosti raccolti al livello intermedio e la svinatura avveniva nel piano inferiore, dove i maestosi archi a tutto sesto in pietra calcarea creavano ambienti ideali per la conservazione. Una galleria di 20 metri, scavata direttamente nella roccia, fungeva da cantina naturale, garantendo temperature costanti ideali per l'affinamento del vino.
Il futuro inizia dal passato
Sant'Angelo Extra Muros si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua lunga storia. Patrimonio vivente e simbolo della storia di Valle Reale, torna a essere testimone attivo della tradizione vitivinicola che da otto secoli caratterizza questi luoghi incontaminati. Il restauro ha restituito alla luce una struttura storica, facendo rinascere un simbolo che rappresenta un ponte ideale tra passato e presente, raccontando una storia di continuità in cui il vino non è solo un prodotto, ma un'arte, una tradizione e un'identità che appartiene all'intero territorio abruzzese e alla cultura vitivinicola italiana.
I lavori di recupero, iniziati a fine 2025, hanno confermato l'eccezionale stato di conservazione della struttura portante. La struttura, con la sua doppia muratura e gli archi magistrali perfettamente conservati, testimonia secoli di storia e sapienza architettonica.